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Le Genti di Monte Claro dal Neolitico al ventunesimo secolo. Cagliari, Palazzo Regio, 6-7 giugno 2008

2010

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Testo
Monografia
Descrizione Le *Genti di Monte Claro dal Neolitico al ventunesimo secolo. Cagliari, Palazzo Regio, 6-7 giugno 2008 / a cura di Silvia Ledda - [S.l. : s.n.], stampa 2010 (Quartu S. Elena : Iges)
xxii, 179 p. : ill. ; 24 c
Note Sul front. Atti del Convegno
Codice SBN CAG1736595
Anno pubblicazione 2010
Autore secondario
Ledda, Silvia
Soggetti Cagliari - Monte Claro
Dewey 945.911 STORIA GENERALE ITALIA. SARDEGNA. COMUNE DI CAGLIARI
Abstract Dalla Cultura che ha preso il suo nome - nota oggi in tutta l’Isola, con pluralità di facies precipuamente inquadrate nella seconda metà del III millennio a.C. - al lavoro paziente di bonifica e coltivazioni agricole dei monaci cistercensi che vi si insediarono dal 1236, portandovi il culto di Santa Maria Chiara. Tra questi si inseriscono le testimonianze di epoca romana, le necropoli periferiche alla città e disposte lungo le strade di collegamento con l’entroterra, caratterizzate da cippi e lastre iscritte che denotano una committenza di buon livello e danno un nome ad alcune delle persone che abitavano questa porzione della città.
Tra il Cinquecento e l’Ottocento nella zona dell’antica Santa Maria Clara vigneti, orti, frutteti raccontano il dissolversi e il formarsi di patrimoni immobiliari e soprattutto la grande parcellizzazione verificatasi nell’Ottocento. Da perno fa la vigna di don Vincenzo Otger e le proprietà di Giovanni Maria Angioy, appartenute in tempo precedente ai Gesuiti, i quali, a fine Cinquecento, acquistarono un terreno proprio in quest’area.
Nella seconda metà dell’Ottocento vi ebbe le vigne il conte Mossa, uno dei più prestigiosi produttori e vinificatori sardi.
Tra il 1905 e il 1907, la Provincia di Cagliari costruì il nuovo Ospedale Psichiatrico e l’antica Villa Clara fu destinata ad alloggio del direttore.
Il culto di Santa Maria Chiara sopravvive oggi a Pirri, la cui parrocchiale di San Pietro apostolo – edificata nella prima metà del’600 e modificata tra Sette ed Ottocento - ne custodisce il venerato simulacro seicentesco; durante la settimana di festeggiamenti in suo onore, una suggestiva processione di fedeli riporta la Vergine nella cappella di Monte Claro, percorrendo un simbolico viaggio a ritroso nella Tempo.