Questa pubblicazione intende offrire ai lettori una duplice versione dei fatti del “caso Scardella”, una tragedia consumatasi in una oscura cella del carcere cagliaritano del viale di Buoncammino.
[...]
Il suicidio di Aldo, ragazzo innocente abbandonato a se stesso, non ha infatti riguardato solo la famiglia, ha toccato nel profondo un’intera comunità e ha segnato l’esistenza delle ragazze e dei ragazzi suoi coetanei. Il libro testimonia questo impatto e il peso che una morte dietro le sbarre suscita in una famiglia e in un fratello, Cristiano, ancora alla ricerca di una verità. Non una cronistoria dunque ma un’indagine profonda, interiore, che riporta alla luce i miti di quegli anni, i sogni, le speranze e le attese di una generazione e di una famiglia che, suo malgrado, è stata distrutta da un evento lontano mille miglia da qualsiasi immaginazione. Aldo è sempre presente nel pensiero di Cristiano. Agisce in lui, pensa con lui, gli svela l’anima e per lui si sente testimone e simbolo di ciò che mai deve accadere. “Il caso Scardella” non è stato solo un errore giudiziario con conseguenze tragiche. È stato molto altro. Un monito per l’intera società.