Scritto nel 1933 dopo un viaggio attraverso l'Italia e la Germania dov'era palpabile il clima oppressivo delle dittatura, "Il Boia" è definito dallo stesso autore un "libro di battaglia", incentrato sul problema del male. Il male sia come forza primigenia, indissolubilmente legata alla natura dell'uomo, che come presenza costante nella storia.
[...]
Sono due le scene in cui si svolge l'azione: nella prima il Boia siede in una cupa taverna medievale; poi la scena si trasforma in un affollato locale nella Germania degli anni '30, dove il Boia siede ancora in disparte, ma è guardato con interesse e ammirazione, non più temuto, è riverito e adulato finché, dopo una rissa, viene acclamato capo, come colui che inaugurerà un'era nuova.