Dice Maria Zambrano: "Poesia parlata e non scritta è quella di Lorca. come lo è tutta la poesia popolare, fatta per il canto o la recitazione". Il recupero dell'oralità in Lorca, sia nei suoi elementi invarianti - cioè comuni a ogni manifestazione di tradizione non scritturale - sia in più specifici andalusismi e flamenchismi, è il tema di questo libro.
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Che si riferisce, non all'oralità colloquiale della cultura alfabetizzata, ma all'oralità primaria - propria della cultura che ignora la scrittura o ne ha uno scarso livello di interiorizzazione - e, in particolare, alle sue forme artistiche. dotate di maggiore strutturazione. Al fine di documentare la rifrazione di alcune tecniche orali generali e specificamente andaluse nel corpus lorchiano l'autrice procede attraverso un'analisi comparativa con i canzonieri popolare e flamenco, nelle trascrizioni, rispettivamente, di Francisco Rodriguez Marin e Antonio Machado y Alvarez Demófilo. Il complesso rapporto con la lirica popolare è altresì osservato in contagi tematici, strematici, metaforici e simbolici, nonché nell'energica transtestualità in virtù della quale il poeta si appropria di strofe e versi anonimi e del repertorio formulare (detti, proverbi, epiteti, ecc), assimilandoli a un dettato poetico compiutamente risolto nel sincretismo tra popolarismo e avanguardismo, tradizione e modernità.