Che cosa determina le ragioni dell'arte e perché considerarle "cose tanto semplici che nessuno capisce"? A questa domanda Maria Lai, fra le artiste più significative del secondo novecento, prova a rispondere in una conversazione con Giuseppina Cuccu, avvenute nel corso degli anni novanta, edita ma ormai irreperibile.
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Un dialogo intenso che rivela come la relazione intersoggettiva sia stata il fondamento dell'opera dell'artista sarda, ineludibile condizione per una crescita umana e artistica. In tale scambio, la perpetua esigenza di cercare risposte si rivela un modo per sprigionare energie per trasformare la coscienza e l'arte che, come un nutrimento, "esige frequentazioni continue". In che modo può avvenire? Con "un impegno personale per la propria interpretazione del mondo", scrive Lai. È in questa "interpretazione" che risiede il valore dell'arte: nella sua libertà di dare significato alla vita. Il volume è pubblicato in occasione della mostra Penelope (Roma, Parco archeologico del Colosseo, 19 settembre 2024 - 12 gennaio 2025), nel cui ambito saranno esposte opere di Maria Lai.