In questo libro gli autori assumono l'esperienza del lutto come fondante i processi di separazione dai primi oggetti. La separazione ci mette di fronte al terrore per la caducità, e il gruppo è lo spazio in cui si organizzano modi di elaborarla. Ma dal gruppo il soggetto deve poi emanciparsi, pur mantenendo una disponibilità a lasciarsi impregnare dalla cultura dominante.
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La funzione di rêverie è qui intesa come un'apertura della mente al "contagio" da parte dell'altro. Gli autori parlano poi di ideologie-rifugio, nel momento in cui anche gli orientamenti culturali più pregnanti (ambientalismo, femminismo, pacifismo) vengono assunti come "tane" in cui trovare scampo dalla paura di sentire e di pensare.